TRA GUERRA E PACE SCELGO L’ASCOLTO
Mi piace ascoltare le persone e per questo quando mi trovo in situazioni sociali in cui ci sono molte persone amo stare in silenzio e seguire le conversazioni, osservando e cercando di cogliere i significati meno espliciti dei dialoghi. Ho imparato a farlo quando si è in gruppo in così da non creare imbarazzanti silenzi o equivoci: in passato sono passata da snob a taciturna.
Tu come ti comporti in queste situazioni? Ti inserisci facilmente nei dialoghi o piuttosto stai in silenzio?
Molto spesso quello che accade quando si è in conversazione con qualcuno, sia che si tratti una semplice chiacchierata che di una discussione lavorativa, che mentre l’altro parla nella nostra mente comincia già ad elaborare una strategia di risposta, la battuta giusta per combattere l’altro, per dargli contro o per rendere la risposta più interessane di quello che lui sta dicendo.
Si entra in sfida.
E’ una continua guerra a chi è più bravo ma non solo, alle volte poi la conversazione scende verso il basso e la sfida non è su chi è il migliore ma su chi ha avuto la giornata più faticosa, su chi sta peggio alzando l’asticella del lamento e della negatività.
Cosa accade quando questo tipo di conversazioni si concludono?
In genere si esce da questi incontri con le spalle curve, privi di energia, arrabbiati o delusi.
Tutti questi stati d’animo sono una nostra responsabilità.
Entrare in guerra con l’altro in una discussione significa principalmente scegliere di aver ragione invece di essere felici.
Essere feliciquando si entra in relazione con qualcuno non significa tacere le proprie opinioni, ma ascoltare con attenzione, scegliendo di non cogliere sfide, assumendoci la responsabilità di esprimere le nostre opinioni, lasciando all’altro la libertà di accoglierle o meno non giudicandolo.
E’ significativo come spesso non si senta nemmeno tutto quello che l’altro dice, perdendo così parte dell’argomentazione; non sappiamo nemmeno cosa ha detto per non è arrivato alla nostra attenzione ma siamo pronti a ribattere.
Si ha fretta, nella nostra mente, di trovare la strategia giusta per combattere la posizione altrui.
Oggi ascolta fino in fondo chi ti parla, prenditi il tempo per rispondere, non è una gara a chi spara più velocemente, non perdi nessuna occasione nell’ascolto ma crei un ponte tra te e l’altro.
Esercitati, il risultato potrebbe non essere immediato, ma di grande soddisfazione.
Parlare è un bisogno. Ascoltare è un’arte. (Goethe)
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